De Luca si sottopone al vaccino, è bufera

Oggi, 27 Dicembre 2020, è una giornata storica. Sono arrivate in Italia, così come nel resto dell’Unione Europea, le prime dosi di vaccino contro il Covid-19. Quest’ultimo è lo strumento che si spera possa portarci all’immunità di gregge, ponendo fine a questo bruttisimo periodo pandemico.
A far discutere, però, è stato il comportamento del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che, pur non essendo in lista per la somministrazione delle prime dosi del farmaco, che dovrebbe spettare ai medici e agli infermieri, è stato uno dei primi soggetti ad avere il vaccino. Forti sono state le critiche da parte di alcuni esponenti del mondo politico, come Matteo Salvini, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, Nicola Fratoianni, secondo i quali il presidente della giunta Regionale avrebbe abusato dei suoi poteri.
Ma la vicenda può essere vista anche in un’ottica diversa. Al di là delle considerazioni politiche sull’amministrazione, delle critiche sulla gestione della seconda ondata, va rimarcato che, attualmente, Vincenzo De Luca è uno dei politici più seguiti in Italia. Le sue battute, il suo carattere scorbutico e le sue gag ne hanno fatto, soprattutto durante la prima ondata, un vero e proprio fenomeno del web, con alcuni suoi video che sono stati repostati addirittura da Naomi Campbell.
Ad oggi l’ex sindaco di Salerno è uno dei politici più influenti sui social, da qui la sua scelta. Lo scopo potrebbe essere quello di dare l’esempio, sensibilizzando ed esortando le persone a sottoporsi al vaccino, messaggio molto importante da lanciare, visto lo scetticismo che regna sovrano in molti cittadini. Ricordiamo che per raggiungere il risultato sperato, è necessario che almeno il 70% della popolazione riceva il farmaco. Quindi ben vengano gli esempi da parte non solo degli esponenti della politica italiana, ma anche dai membri dello sport e dello spettacolo.
Ricordiamo che il presidente eletto degli USA, Joe Biden, ha deciso di sottoporsi in diretta televisiva al vaccino.
Ecco perché certi comportamenti non vanno stigmatizzati, al contrario, vanno supportati e condivisi.

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