Il grande problema della maggioranza

Nella maggioranza attuale c’è un grande problema: quello dell’indecisione.  PD e Movimento stanno provando a mettersi insieme, a creare un’alleanza che vada oltre la tenuta di questo governo, un patto duraturo, che gli permetta di sconfiggere una destra sempre più forte. Ma lo fanno senza convinzione. Gli ultimi anni, passati ad aggredirsi, non senza una certa ferocia, hanno fatto nascere tra le due forze politiche un clima di sfiducia che sembra non sparire nemmeno adesso che fanno parte del medesimo esecutivo. Il che, ovviamente, si ripercuote sulla possibilità di intraprendere un percorso insieme. Nel Partito Democratico c’è un comportamento ambiguo, da una parte si ammicca all’ex membro e Presidente del Consiglio Matteo Renzi, dall’altra si spera in una coalizione con i pentastellati. Ma c’è un dato inconfutabile: Italia Viva e Movimento 5 Stelle non possono stare insieme. E’ impossibile. Politicamente agli antipodi, e se ne sono dette troppe negli ultimi anni per andare avanti come se nulla fosse. Infatti gli attacchi reciproci continuano ancora oggi, nonostante l’alleanza parlamentare. Quindi è chiaro che questa “cooperazione” sia temporanea. E qui la patata bollente passa ai Dem, con chi vogliono stare? Al momento non c’è risposta, basti guardare le ultime elezioni regionali, insieme al Movimento in Liguria, con Renzi in Campania e Toscana, da soli contro tutti nelle altre regioni. A queste problematiche si aggiunge quella della figura del segretario, Nicola Zingaretti, caratterialmente privo di qualsiasi caratura, facilmente influenzabile dai big del partito a cui si aggiungono gravi lacune in termini di carattere e personalità, che non gli permettono di prendere una scelta netta e inequivocabile. Dall’altra parte la situazione è tutt’altro che rosea. La costante perdita di consensi e le continue liti interne hanno fatto sprofondare i grillini in una situazione di profonda incertezza. Da una parte possiamo “ammirare” i duri e puri come Alessandro Di Battista, contrario a qualsiasi tipologia di alleanza strutturale con quelli che fino a poco tempo fa erano i loro nemici giurati, dall’altra gente come Di Maio e Fico, sempre più propositivi anche se riluttanti. 

Ed appunto qui che si pone il problema, le due maggiori forze governative cosa vogliono realmente fare? 

Su questo punto urge chiarezza, innanzitutto per rispetto dei propri elettori, ormai saturi dei continui tira e molla, e in secondo luogo perché sarebbe necessario tracciare un programma politico unitario, che non può essere composto solo da un paio di punti generici, ma di un vero e proprio manifesto elettorale. E’ una scelta importante per le due forze, da calibrare bene, ma che non può essere presa eventualmente tre mesi prima della prossima tornata elettorale. Ma soprattutto, se si decidesse di optare per questa coalizione strutturale, sarebbe bene farlo credendoci, non come è stato fatto fino ad oggi. Ed è per questo che è l’ora di crescere per queste due compagini politiche, è il momento di prendere delle decisioni solenni, che potrebbero si scontentare qualcuno, ma che permettano di tracciare una linea che possa essere giudicata dagli elettori. Che alla fine chi lo sa, potrebbero addirittura premiarli.

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