La Poetica dello “Scalzo44”

A cura di Olga Ravchenko Autore dell’ anno 2020 della provincia di Gomel, Bielorussia, Portabandiera del Presidente del globo, unione creata da Valemir Khlebnikov.
Gomel, 23 Marzo 2021.

La poesia di Bartolomeo Theo Di Giovanni, è fondamentalmente esoterica e filosofica, ho tradotto l’ultima sua opera dal titolo “Alexander und Dedalus” e mi sono resa conto di essere a contatto con una anima che si dedica alla ricerca interiore e soprattutto al cammino di ritrovamento del senso di alcune opere della letteratura.
La riflessione su Dante chiarisce i significati simbolici della Divina Commedia che non tutti riescono ad individuare, Il poeta scalzo studia e ricerca continuamente, ma come dice egli stesso: “Sono soltanto all’inizio, non si finisce mai di imparare” Tra le sue righe, ermetiche, scorrono una serie di profezie che si verificano nella storia di ogni uomo. Per questa ragione possiamo affermare che
Egli è il poeta-Profeta di questo secolo, la accurata ricerca del significato di ogni vocabolo lo distingue da molti scrittori del panorama europeo, affermo con convinzione che Theo, Scalzo44, è simile al poeta russo Velemir Chlebnikov, esoterista e numerologo, Chlebnikov diede inizio ad una corrente poetica detta Zaum.
Zaum è formata dal prefisso za (in russo за, “oltre”) e dal sostantivo um’ (умь, “la mente “, “il nous “), e si traduce come trasmentale, e significa che le persone intelligenti dicono le cose che non tutti riescono a capire, tutto ciò lo ho visto nella viva poesia di Theo, che è qualcosa che si serve della parola come mezzo di connessione con altre dimensioni. Filosofia, numerologia, ermeneutica, linguistica, esoterismo, sono tra le sue righe, ogni componimento è sostenuto da una cultura millenaria che il Vate cerca di dargli spazio dentro Sé. Riconosco con tono amichevoli, ma soprattutto di competenza che l’opera “Alexander und Dedalus” è la svolta dei poesia del XXI secolo, nei territori dell’ Est è apprezzato e stimato, considerato un innovatore delle arti della parola, che ha reso anche visibili con una sorta di pittura poetica estemporanea. Se dovessi rivolgermi al mondo culturale italiano, ma anche alle autorità competenti, direi di esserne orgogliosi, come lo sono io in qualità di rappresentante della Unione della Bielorussia, Crimea, e della Guild, di questo uomo che ha saputo trasformare il dolore in messaggi di rinascita per l’anima. Chiunque siederà al suo fianco potrà apprendere la Sapienza della Umiltà.
Auguro a Theo tutto il bene del mondo, e soprattutto di scrivere sempre, di donarci parte di Sé attraverso la parola, ringrazio chi accoglierà questo messaggio, e ringrazio per l’accoglienza il Comune di San Giuseppe vesuviano e tutti i paesi del vulcano, la preside della Scuola Media Amalia Mascolo, e tutti i professori che si sono impegnati nel giorno dedicato a Dante.

Giuseppe Maggiore, Amedit

 

 

 

 

 

 

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