MARIGLIANO: un’antica via consolare

Tra le scoperte di inizio secolo nel territorio vesuviano vi è la via Popilia, intercettata durante i lavori fognari a Marigliano, nella zona industriale della frazione di Faibano. Lungo quel percorso furono portate alla luce parte di due ville rustiche e  di una necropoli.

La via Popilia era un’importante strada consolare che da Capua conduceva a Reggio Calabria, passando per Suessola, Nola, Nocera , Polla… In riferimento a un’ iscrizione, ritrovata a Polla, secondo alcuni studiosi la strada fu fatta realizzare  da P.Popilio Lenate mentre per altri studiosi  nel 131 a.C.  da T. Annio Rufo  o T. Annio Lusco in riferimento ad un cippo militare, ritrovato in Calabria.

La strada è spessa circa 30 cm con pietrame alla base di grande pezzatura  e piccola in superficie  e si trova a circa due metri di profondità   dall’attuale calpestio.

Ormai sono trascorsi oltre dieci anni dalla scoperta della via Popilia  dove gli amministratori locali volevano realizzare un Parco Archeologico. C’era un grande progetto da attuare e alla fine non si è messo neppure il vincolo archeologico sulla strada e, nella zona, si continuano a costruire opifici.

Per l’associazione Spartacus di Ottaviano questo sito è strategico per un volano turistico di qualità abbinato ai prodotti tipici locali del Vesuviano e, Covid permettendo, la prima manifestazione nel 2021 si terrà proprio in via Sentino per chiedere il vincolo archeologico almeno sulla strada.

Interessante è il terzo volume della collana ‘’Territorio e Archeologia’’ curata dall’archeologo Nicola Castaldo insieme al compendio/integrazione che richiamano le nuove scoperte archeologiche ancora sconosciute o poco valorizzate.

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