SAN GIUSEPPE VESUVIANO: il Primo Circolo Didattico celebra “La Giornata della Memoria”

Il 27 gennaio 2021, in occasione della “Giornata della Memoria” tantissime sono state le iniziative poste in essere dal Primo Circolo Didattico di San Giuseppe Vesuviano, per ricordare una delle giornate più buie di tutta la storia dell’umanità. La Dirigente Scolastica del Primo Circolo Didattico, Dott.ssa Maria Rosaria Fornaro, a causa della pandemia ancora in corso, ha “incontrato” in videoconferenza tutte le classi V della scuola Primaria, quindi sia del plesso Capoluogo, sia dei Rossilli sia del Plesso Belvedere, simultaneamente e interagendo direttamente con gli studenti per riflettere sul significato della shoah e sul perché sia cosi importante ricordare al fine di non commettere mai più gli stessi errori. Dal confronto in rete sono emersi dei lavori bellissimi, idee, spunti e riflessioni che sicuramente hanno sollecitato la sensibilità di tutti gli alunni presenti. Emozionati, un po’ impacciati, ma preparatissimi i bambini hanno mostrato i lavori fatti in classe: alcuni studenti hanno letto una bellissima lettera scritta ad Anna Frank ricordando tra l’altro la storia di questa fanciulla a cui, come tanti, era stata rubata l’adolescenza, un’ età in cui nessuno dovrebbe mai conoscere le brutture della guerra. In altre classi invece, hanno lavorato in particolare sui campi di concentramento e con l’ingenuità che contraddistingue i bambini la domanda che si sono posti e a cui hanno cercato di dare una risposta è stata: “Come hanno fatto a vivere in quelle condizioni? Quali le loro sofferenze?”. E’ venuta fuori dalle loro menti una grande verità rappresentata attraverso farfalle disegnate su cartoncini: la libertà è un grande valore e non ha prezzo!! Inoltre, gli studenti, in videoconferenza, hanno raccontato la storia di Primo Levi, studiata in classe, che prigioniero dei tedeschi , tiene una lezione di italiano ad un amico, decidendo di utilizzare il canto XXVI dell’Inferno della Divina Commedia, ossia quello di Ulisse, il quale essendo l’artefice dell’inganno del cavallo di troia, viene paragonato ai nazisti che usarono l’intelligenza per ingannare i propri simili. Il canto, sarà utile per fare una riflessione sulla condizione dei deportati in un campo di concentramento e come in pratica il canto di Ulisse, che fa riaffiorare l’identità profonda dell’io umano, servirà ai due internati per ritrovare se stessi in quell’abisso del nulla. “Auguro a tutti voi”- ha continuato la Dott.ssa Maria Rosaria Fornaro – “di saper elaborare un pensiero critico, ad imparare oltre alla poesia e alla storia , la capacità di riflettere, ad imparare a non voltare le spalle, a non essere indifferenti, perché quando sarete uomini dovrete saper distinguere il bene dal male e ci riuscirete grazie agli educatori che vi insegnano ogni giorno, la pace, la tolleranza, la democrazia e il rispetto delle regole”.

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