SAN GIUSEPPE VESUVIANO: sciolto il Consiglio Comunale e… tutti a casa!

Il CDM, su proposta del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, ha deciso di scogliere il Consiglio Comunale di San Giuseppe Vesuviano ed ha nominato i tre funzionari per la gestione dell’Ente che sono: i Viceprefetti ALDO ALDI, AGNESE SCALA e il dirigente a riposo ANTONIO SCOZZESE. Lo scioglimento nasce da accertamenti della Commissione di Accesso insediatasi per 6 mesi al Comune, seguiti da una relazione del Prefetto di Napoli CLAUDIO PALOMBA, su accertati condizionamenti a norma dell’Articolo 143 del Testo Unico delle Leggi sugli Ordinamenti degli Enti Locali. Il Sindaco VINCENZO CATAPANO, a seguito della succitata decisione, ha evidenziato quanto segue:

“Il Consiglio dei Ministri ha sciolto il consiglio comunale di San Giuseppe Vesuviano per infiltrazioni camorristiche e viene affermato che l’azione dell’amministrazione da me guidata sarebbe stata permeabile alla criminalità organizzata. Riteniamo che ciò non risponda al vero e che rappresenti una insopportabile ingiustizia. Per noi parlano anni di lotta chiara ed aperta alla criminalità organizzata, per noi parlano i comizi in cui personalmente affermai che non avremmo mai chiesto e mai voluto i voti della camorra, per noi parlano chiaro le denunce fatte all’Autorità Giudiziarie ed alla D.D.A. competente nei confronti di diversi elementi collegati ed appartenenti alla criminalità organizzata locale ; per me parla chiaro l’essere stato testimone della Pubblica Accusa in un processo di criminalità organizzata; per noi parla chiara l’azione di tutti questi anni in cui abbiamo promosso decine di iniziative contro la camorra, ospitando anche il Procuratore Nazionale Antimafia e diversi Magistrati ed in cui ci siamo sempre costituiti parte civile in tutti i processi per associazione a delinquere, per noi parla chiaro l’aver profuso ogni sforzo per restituire alla città un bene confiscato alla criminalità organizzata ed aver dedicato una piazza a Falcone e Borsellino vittime della mafia, per sensibilizzare i nostri figli alla legalità, ma soprattutto e più di tutto per noi parla la nostra azione amministrativa, che rivendichiamo pulita, trasparente, onesta ed in contrasto alla criminalità organizzata. Faremo valere questa e tante altre fondate ragioni dinanzi al T.A.R. dove cercheremo di ripristinare la Verità. Non è solo un dovere che avvertiamo nei confronti di un’intera comunità, che viene mortificata da un provvedimento ingiusto e non aderente alla realtà, ma è un ricorso che facciamo alla GIUSTIZIA per ottenere un provvedimento che ripristini la verità e dimostri la correttezza della nostra amministrazione, che dobbiamo a noi, all’onore della nostra città ed all’onore dei nostri figli.”

A parte ogni tipo di considerazione, il provvedimento adottato dal Consiglio dei Ministri, peserà fortemente sull’immagine della città e sulle sue attività. Speriamo che in seguito a nuovi accertamenti, già anticipati dal Sindaco attraverso il ricorso al T.A.R., possano ulteriormente chiarire le motivazioni che hanno determinato la decisione dello scioglimento.

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