Scuola tra direttive e decisioni per la sicurezza

La Scuola è operativa senza pausa infatti migliaia di docenti sono a lavoro, anche in questo periodo di festività natalizia, per approntare la nuova scheda di valutazione degli alunni della Primaria. 

L’Ordinanza del Miur 172/2020 con apposite Linee guida e una nota esplicativa, prevede il giudizio descrittivo al posto dei voti numerici nella valutazione periodica e finale della scuola primaria, secondo quanto stabilito dal Decreto Scuola, approvato a giugno.

Gradualmente si dovrà superare il voto numerico e introdurre il giudizio descrittivo per ciascuna delle discipline previste dalle Indicazioni nazionali per il curricolo, Educazione civica compresa. 

Il giudizio descrittivo di ogni studente sarà riportato nel documento di valutazione e sarà riferito a quattro differenti livelli di apprendimento: Avanzato, Intermedio, Base, In via di prima acquisizione.

I livelli di apprendimento saranno riferiti agli esiti raggiunti da ogni alunno in relazione agli obiettivi di ciascuna disciplina. Nell’elaborare il giudizio descrittivo si terrà conto del percorso fatto e della sua evoluzione. I docenti saranno puntuali nella stesura di questa nuova scheda valutativa (pretesa in un periodo critico e di distanziamento sociale) declinando specifici obiettivi programmati a settembre scorso.

 La Scuola è in fermento per gli ultimi adempimenti di fine anno 2020 e per la somministrazione delle dosi vaccinali. Infatti, per tutto il personale scolastico è stato fissato il periodo, da aprile a giugno 2021,in cui sottoporsi al vaccino anticovid.

Oggi si discute circa la sua obbligatorietà e su ciò che può comportare un rifiuto da parte del personale scolastico. Il dibattito si è aperto a seguito delle dichiarazioni della sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, che ritiene una questione di “buon senso” l’obbligatorietà per gli insegnanti.

C’è da chiarire se l’insegnante, in caso di rifiuto vaccinale, può concordare la sospensione dall’insegnamento (senza stipendio) fino alla fine della pandemia o rischiare di essere licenziato.

 

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